Il sentiero che porta a valle si percorre in breve tempo e appena raggiungete l’albero ricoperto di muschio giallo, Narvig si ferma e, indicando una pietra a coppelle vicino al fiume, esclama: "Laggiù ci attende una persona."
Con lo sguardo rivolto all’astro divino e seduto a gambe incrociate c'è il Vecchio Saggio, una figura mitica tra i Clan dei Monti, molto conosciuto e lodato per la sua sapienza. Sembra che stia ascoltando il placido scorrere dell’acqua. Ti avvicini lentamente per non disturbare la meditazione.
"Siediti qui accanto a me, caro Haran". Dice senza neppure voltarsi. "Ho percepito la tua presenza; stavo invocando Madre Natura perché protegga gli esseri viventi dai cattivi pensieri. Sedetevi qui accanto a me.” Così dicendo il Vecchio Saggio vi lascia un po’ di spazio per ascoltare le sue parole. “Tempo fa ho incontrato Narvig -racconta- e gli ho detto che avevo bisogno di parlarti e di tenere segreta la cosa perché era una confidenza molto importante che dovevo farti. Ora sono lieto che tu sia qui. Sono molto vecchio e attendo con pazienza che la Signora della Vita venga a prendermi. E' arrivato il momento di raccontarti la storia di Celia, la nostra amata sacerdotessa, regina della Luna Bianca.
Una volta, prima della sua morte, mi recai da lei. Era molto malata, non camminava più e viveva solo grazie al cibo portato dai cacciatori. Mi parlò a lungo dei suoi giorni migliori, ma la cosa che più mi stupì, fu quando mi confidò di avere un figlio! Come di certo saprai, a una sacerdotessa è concesso di partorire solo femmine; se nasce un maschio, questo viene immediatamente allontanato dalla madre e venduto ai Clan del Nord. Celia mi raccontò di aver tenuto nascosta la gravidanza grazie ai vestiti indossati e alla posizione un po' defilata della sua capanna rispetto alle altre; dopo pochi giorni decise di portare il bimbo dal suo grande amico Uran, lo sciamano, con la preghiera di allevarlo e di non ucciderlo. Uran vide quel bimbo sorridergli con uno sguardo così luminoso che non ebbe dubbi a tenerlo. L’avrebbe accudito come se fosse stato suo figlio e promise a Celia di non preoccuparsi. Il giorno dopo annunciò alle famiglie del clan l’arrivo del primo figlio maschio e in ricordo della madre incise i sacri simboli solari."
Ascolti con estrema attenzione e poi con una certa esitazione chiedi: "Maestro. Vorresti dire che quel bimbo abbandonato, figlio della grande sacerdotessa...... sarei io?"
"Direi proprio di sì, visti i sacri simboli che porti incisi!", risponde il Vecchio Saggio, stringendoti la mano con affetto.

© Tangram Merano