Appena vi siete allontanati un po’, Narvig comincia a raccontare: "Alcuni giorni fa ho visto Isor prendere il sentiero di montagna di buon mattino. Sin qui nulla di strano se non mi fossi accorto che era senza armi. Un cacciatore non lascia mai il villaggio senza portare con sé almeno l'arco. Si guardava attorno con aria sospetta, come se avesse paura di essere seguito. Allora sono salito sulla vecchia quercia e ho osservato i suoi movimenti. Mi sono accorto che stava accatastando tronchi e pietre sulla rupe che sovrasta la tua capanna. Alcuni pali conficcati nel terreno bloccano la caduta dei sassi, ma basterebbe un colpo ben assestato per far precipitare tutto a valle, simulando una frana."
Il racconto del giovane ti lascia molto sorpreso perché non pensavi che si potesse arrivare a tanto. “Devi stare attento, Haran! –prosegue - Quel ragazzo è una persona irascibile e violenta! E' capace di far qualsiasi cosa pur di prendere il tuo posto. Ora però devo salutarti. Gli amici mi aspettano per andare a caccia!", conclude Narvig e, abbracciandoti forte, torna verso la capanna.
Raggiungi Arkei al campo per informarla del pericolo imminente. Pensate che la cosa migliore sia quella di abbandonare il villaggio di notte per non destare sospetti e di prendere due sentieri diversi: tu salirai lungo il Sentiero del rame, verso il valico, mentre Arkei si sposterà a sud e raggiungerà il Clan della Conca, dove dimora la sorella.
Giunge la notte. Arkei parte subito; tu invece devi ancora riempire il marsupio con gli oggetti più utili. Poi indossi la giacca di pelle, prendi l’ascia e il pugnale e abbandoni la capanna.


© Tangram Merano